Can. 1749

Si parochus consilio ac suasionibus Episcopi obsequi non intendat, rationes in scriptis exponat.

Se il parroco non intende assecondare il consiglio e i pressanti inviti del Vescovo, ne esponga i motivi per scritto.

Will der Pfarrer dem Vorschlag und der Empfehlung des Bischofs nicht Folge leisten, so hat er seine Gründe schriftlich darzulegen.

Can. 2164.

Il parroco ha il diritto di esporre e far pervenire al vescovo entro il termine stabilito nell’invito (cf can. 1748) le proprie ragioni contrarie al trasferimento. Questo diritto avvalora la tesi (cf commento al can. 1748) che l’invito non possa essere sprovvisto delle «rationes quae translationis utilitatem aut necessitatem suadent» (can. 2165 CIC17). Il parroco potrà addurre ragioni di ogni genere contrarie al trasferimento, ma dovrà soprattutto smentire (se ne ha le prove) che il trasferimento comporti un maggior bene per la parrocchia o l’ufficio di destinazione.

Le ragioni vanno scritte, anche se non è esclusa un’altra forma che salvaguardi i requisiti necessari di prova in foro esterno.

Grocholewski, Z., Trasferimento e rimozione del parroco, in Aa.Vv., La parrocchia, Città del Vaticano 1997, pp. 199-247.

McKay, G., Procedura per un ricorso gerarchico contro un trasferimento imposto (cc. 1748-1752), in QDE 5 (1992) 351-357.

Montini, G.P., Prospetti di procedura amministrativa. 3. Il trasferimento del parroco, in QDE 32 (2019) 321 e prospetto allegato al fascicolo 3.

Communicationes 8 (1976) 200; 11 (1979) 295; 40 (2008) 395; 399; 41 (2009) 447.