Can. 1747 § 1

Parochus amotus debet a parochi munere exercendo abstinere, quam primum liberam relinquere paroecialem domum, et omnia quae ad paroeciam pertinent ei tradere, cui Episcopus paroeciam commiserit.

Il parroco rimosso deve astenersi dall’esercizio delle funzioni di parroco, quanto prima lasciare libera la casa parrocchiale, e consegnare tutto ciò che appartiene alla parrocchia, a colui al quale essa fu affidata dal Vescovo.

Der enthobene Pfarrer muss sich der Ausübung seines Pfarramtes enthalten, baldmöglichst das Pfarrhaus räumen und alles, was der Pfarrei gehört, jenem übergeben, dem der Bischof die Pfarrei anvertraut hat.

Can. 2156 § 1.

Sono elencati i principali effetti della avvenuta rimozione dall’ufficio di parroco: si tratta di effetti impliciti nella stessa perdita dell’ufficio. La loro menzione esplicita risponde soprattutto al fatto che questi effetti valgono sempre, anche nel caso il parroco abbia presentato ricorso contro il decreto di rimozione. Questi effetti urgono (e il vescovo può urgere la loro osservanza tramite precetto, anche penale: can. 1319) anche a fronte di un decreto di rimozione palesemente invalido o illegittimo. Nel caso di contumacia il vescovo potrà anche infliggere pene per la mancata osservanza del can. 1747 § 1. La eventuale successiva dichiarazione di illegittimità del decreto di rimozione, lascia sussistere le pene nel caso inflitte.
Gli effetti ovviamente scattano dalla legittima notificazione al parroco del decreto di rimozione.
Per il rilascio della casa canonica cf l’eccezione prevista nel can. 1747 § 2.

Grocholewski, Z., Trasferimento e rimozione del parroco, in Aa.Vv., La parrocchia, Città del Vaticano 1997, pp. 199-247.

Ingels, Gr., Appointment of Administrator While Pastor Has Recourse to Removal, in «Roman Replies» 1993, 84-86.

Mendonça, Aug., The Effect of the Recourse Against the Decree of Removal of a Parish Priest, in «Studia canonica» 25 (1991) 139-153.

Communicationes 11 (1979) 294; 40 (2008) 392; 41 (2009) 446.