Can. 202

§ 1. In iure, dies intellegitur spatium constans 24 horis continuo supputandis, et incipit a media nocte, nisi aliud expresse caveatur; hebdomada spatium 7 dierum; mensis spatium 30 et annus spatium 365 dierum, nisi mensis et annus dicantur sumendi prout sunt in calendario.
§ 2. Prout sunt in calendario semper sumendi sunt mensis et annus, si tempus est continuum.

§ 1. Nel diritto, s’intende per giorno lo spazio che consta di 24 ore da computarsi in modo continuo, e comincia dalla mezzanotte, se non è disposto espressamente altro; per settimana lo spazio di 7 giorni; per mese lo spazio di 30 e per anno lo spazio di 365 giorni, a meno che il mese e l’anno non si dica di doverli prendere come sono nel calendario.
§ 2. Se il tempo è continuo, il mese e l’anno sono sempre da prendere come sono nel calendario.

§ 1. In law, a day is understood as a period consisting of 24 continuous hours and begins at midnight unless other provision is expressly made; a week is a period of 7 days; a month is a period of 30 days, and a year is a period of 365 days unless a month and a year are said to be taken as they are in the calendar.
§ 2. If time is continuous, a month and a year must always be taken as they are in the calendar.

§ 1. En derecho, se entiende por día el espacio de 24 horas contadas como continuas, y comienza a la media noche, a no ser que se disponga expresamente otra cosa; la semana es un espacio de siete días; el mes, un espacio de 30, y el año, un espacio de 365 días, a no ser que se diga que el mes y el año hayan de tomarse según el calendario.
§ 2. Si el tiempo es continuo, el mes y el año se han de computar siempre según el calendario.

§ 1: cc. 32, 34 § 2.
§ 2: c. 34 §§ 1 et 2.

Le definizioni giuridiche di anno, mese, settimana, giorno, valgono sia per il tempo utile che per quello continuo e sono intese rispettivamente: 365 giorni, 30 giorni, sette giorni e 24 ore. Per quanto riguarda il giorno non si computano le ore del giorno già iniziato, per cui il giorno comincia dalla mezzanotte. Un novizio che esce dalla casa del noviziato alle sette e mezza del mattino e torna alle venti del giorno seguente non è rimasto fuori casa neppur un giorno, perché il primo non si computa e il secondo non è terminato. Le ore del giorno vanno computate in modo continuo. Dunque perché ci sia un giorno, salvo che il diritto disponga diversamente, deve esserci uno spazio di ventiquattro ore da una mezzanotte all’altra. Tra i casi in cui il diritto dispone diversamente si può pensare al rimando al diritto liturgico: vedi, per esempio, il can. 388 § 2, per cui i giorni nei quali il vescovo deve celebrare personalmente e applicare la Messa per il popolo non cominciano necessariamente a mezzanotte, e il precetto può essere adempiuto anche durante la sera prima se si tratta di un giorno festivo (cf can. 1248 § 1). Quando poi il diritto stabilisce che anno e mese vanno presi come sono nel calendario, sono da computarsi in modo continuo (1° luglio-30 settembre, 1° febbraio-30 aprile). Se invece si concede un mese di tempo utile per esercitare un diritto o compiere un’obbligazione a partire dal 31 gennaio, e non vi sono interruzioni, allora il termine non scadrà il 28 o 29 febbraio, come se il tempo dovesse computato in modo continuo (vedi § 2), bensì nei primi giorni di marzo. Quando il diritto stabilisce che anno e mese vanno presi come sono nel calendario, allora sono da computarsi in modo continuo.

A.P. Marcello, The Computation of Time: A Canonical Overview, in Studia canonica 51 (2017) 207-250.

Communicationes 3 (1971) 93; 6 (1974) 53; 9 (1977) 237; 19 (1987) 193-202; 20 (1988) 95-97, 118-119; 22 (1990) 263-264; 23 (1991) 52-53, 70-71, 106-107, 123, 269-270, 297-298.