Can. 510

§ 1. Capitulo canonicorum ne amplius uniantur paroeciae; quae unitae alicui capitulo exstent, ab Episcopo dioecesano a capitulo separentur.
§ 2. In ecclesia, quae simul sit paroecialis et capitularis, designetur parochus, sive inter capitulares delectus, sive non; qui parochus omnibus obstringitur officiis atque gaudet iuribus et facultatibus quae ad normam iuris propria sunt parochi.
§ 3. Episcopi dioecesani est certas statuere normas, quibus officia pastoralia parochi atque munera capitulo propria debite componantur, cavendo ne parochus capitularibus nec capitulum paroecialibus functionibus impedimento sit; conflictus, si quidam habeantur, dirimat Episcopus dioecesanus, qui imprimis curet ut fidelium necessitatibus pastoralibus apte prospiciatur.
§ 4. Quae ecclesiae, paroeciali simul et capitulari, conferantur eleemosynae, praesumuntur datae paroeciae, nisi aliud constet.

§ 1. Le parrocchie non siano più unite al capitolo dei canonici; quelle che sono tuttora unite ad un capitolo, ne siano separate da parte del Vescovo diocesano.
§ 2. Nella chiesa che sia insieme parrocchiale e capitolare, venga costituito un parroco, scelto fra i capitolari o meno; questi è tenuto a tutti i doveri e possiede i diritti e le facoltà che, a norma del diritto, sono proprie del parroco.
§ 3. Spetta al Vescovo diocesano stabilire norme precise mediante le quali possano essere debitamente armonizzati i doveri pastorali del parroco e le funzioni proprie del capitolo, facendo in modo che il parroco non sia di impedimento alle funzioni capitolari e il capitolo non sia di impedimento a quelle parrocchiali; se sorge un conflitto, lo dirima il Vescovo diocesano il quale deve curare innanzi tutto che si provveda in modo adeguato alle necessità pastorali dei fedeli.
§ 4. Le offerte che vengono elargite ad una chiesa contemporaneamente parrocchiale e capitolare, si presumono elargite alla parrocchia, se non consti altro.

§ 1. Parishes are no longer to be joined to a chapter of canons; the diocesan bishop is to separate from a chapter those parishes which are united to it.
§ 2. In a church which is at the same time parochial and capitular, a pastor is to be designated, whether chosen from among the members of the chapter or not. This pastor is bound by all the duties and possesses the rights and faculties which are proper to a pastor according to the norm of law.
§ 3. It is for the diocesan bishop to establish definite norms which fittingly integrate the pastoral duties of the pastor and the functions proper to the chapter, taking care that the pastor is not a hindrance to capitular functions nor the chapter to parochial functions. The diocesan bishop, who above all is to take care that the pastoral needs of the faithful are aptly provided for, is to resolve conflicts if they occur.
§ 4. Alms given to a church which is at the same time parochial and capitular are presumed given to the parish unless it is otherwise evident.

§ 1. No se vuelvan a unir parroquias a un cabildo de canónigos, y las parroquias que estuvieran ya unidas a un cabildo deben ser separadas de éste por el Obispo diocesano
§ 2. En la iglesia que sea a la vez parroquial y capitular, debe nombrarse un párroco, elegido o no de entre los canónigos; este párroco tiene todos los deberes y todos los derechos y facultades que, según la norma de derecho, son propias de un párroco.
§ 3. Compete al Obispo diocesano establecer normas fijas con las cuales se ajusten debidamente las obligaciones pastorales del párroco y las funciones propias del cabildo, velando porque el párroco no obstaculice las funciones capitulares ni el cabildo las funciones parroquiales; si hay algún conflicto, lo resolverá el Obispo diocesano, quien cuidará en primer lugar de que se atienda debidamente a las necesidades pastorales de los fieles.
§ 4. Las limosnas a una iglesia que sea a la vez parroquial y capitular, se presumen dadas a la parroquia, a no ser que conste otra cosa.

§ 1: ES I, 21 § 2.
§ 2: c. 415 § 1; SCConc Resol., 17 mar. 1917 (AAS 9 [1917] 384-394); SCConc Resol., 19 feb. 1921 (AAS 14 [1922] 551-554); ES I, 21 § 2.
§ 3: cc. 415 §§ 1 et 4.
§ 4: c. 415 § 2, 5°.

Congregazione per i Vescovi, Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi, Apostolorum Successores, 22 febbraio 2004, nn. 185-187.

Il Codice vigente modifica sostanzialmente la disciplina del CIC 1917 (cf cann. 415ss), che prevedeva anche la possibilità che il capitolo esercitasse collegialmente le funzioni di parroco. Ora invece, anche se la chiesa sede di un capitolo fosse parrocchiale, dal punto di vista giuridico le due realtà non possono più essere unite (cf ES I, 21 § 2), e l’ufficio di parroco non può essere affidato al capitolo inteso come persona giuridica (cf can. 520 § 1), ma solo a un singolo sacerdote (o a più sacerdoti in base al can. 517 § 1). Nel caso in cui la medesima chiesa sia sede sia della parrocchia che del capitolo, il vescovo potrà nominare liberamente il parroco, non necessariamente tra i canonici. Spetta al vescovo disciplinare i rapporti tra le attività del capitolo e quelle della parrocchia nel caso medesima fosse la chiesa della parrocchia e del capitolo. In caso di conflitto, prevalgono le esigenze della cura pastorale della comunità parrocchiale. Il § 4 stabilisce la presunzione legale per cui le elemosine (e quindi ragionevolmente le altre offerte e donazioni, cf cann. 222 § 1 e 1261) fatte ad una chiesa che sia contemporaneamente parrocchiale e capitolare, siano fatte alla parrocchia, salvo consti diversa volontà del donante che sempre deve essere rispettata.

G. Bier, «Cabildo de canónigos», in Diccionario General de Derecho Canónico, J. Otaduy-A. Viana- J. Sedano (ed.), Navarra 2012, I, 781-785; L. Fini – M. Morgante, Il capitolo dei canonici nel C.I.C., in L’amico del clero 69 (1987) 139-141; M. Morgante, Il capitolo dei canonici nel codice di diritto canonico, in L’amico del clero 68 (1986) 510-518.

Communicationes 5 (1973) 232; 14 (1982) 218.