Can. 1421 § 2

c. 1574 § 1; CM V § 1.

«È concessa la facoltà di assumere nei tribunali ecclesiastici un laico con le funzioni di giudice per la formazione del Collegio purché sia in possesso dei requisiti voluti dalla normativa canonica» (Conferenza Episcopale Italiana, Delibera n. 12, 23 dicembre 1983, in «Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana» 17 [1983] 210).

Montini, G. P., L’amministrazione della giustizia nelle Chiese locali, con particolare riguardo ai territori di missione, in «Ius missionale» 12 (2018) 171-194.
Pagé, R., Juges laïcs et exercice du pouvoir judiciaire, in Unico Ecclesiae servitio. Fs G. Lesage, Ottawa 1991, 197-212.
Pompedda, M.F., Il giudice nei tribunali ecclesiastici: norma generale e caso concreto (funzione, competenza professionale, garanzie di indipendenza, giudici laici), in Aa.Vv., La giustizia nella Chiesa: fondamento divino e cultura processualistica moderna, Città del Vaticano 1997, 135-146.

In ordine cronologico
Communicationes 38 (2006) 41; 52; 39 (2007) 307-308; 324-328; 39 (2007) 324-327; 41 (2009) 358; 10 (1978) 230-231; 16 (1984) 54-55; Plenaria, 35-97; 190-229; 493-495; Betti, U., In margine al nuovo codice di diritto canonico, in «Antonianum» (1983) 628-647; Id., Appunto sulla mia partecipazione alla revisone ultima del nuovo Codice di Diritto Canonico, in Aa.Vv., Il processo di designazione dei vescovi. Storia, legislazione, prassi. Atti del X Symposium canonistico-romanistico 24-28 aprile 1995. In onore del rev.mo P. Umberto Betti, o.f.m. già rettore della P.U.L., Città del Vaticano 1996, 27-45.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito monsmontini.it ove prossimamente saranno pubblicate le dispense aggiornate della parte statica del Corso di diritto processuale tenuto nella Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana.

Notes:

  1. Codex des kanonischen Rechtes, Kevelaer 20178, 625.

    Anche in questo caso (cf can. 1421 § 1) le traduzioni in lingua tedesca si diversificano.
    La traduzione ufficiosa (a cura della conferenza episcopale)  usa «als Richter», mentre la traduzione del Münsterischer Kommentar usa «zu Richtern» (ad locum).
    Il testo latino è sprovvisto di qualsiasi particella («laici iudices constituantur»).
    Tra le traduzioni più diffuse, quelle di lingua tedesca sono le uniche che aggiungono tali specificazioni.