Partium petitiones responsionesque, praeterquam in libello litis introductorio, possunt vel in responsione ad citationem exprimi vel in declarationibus ore coram iudice factis; in causis autem difficilioribus partes convocandae sunt a iudice ad dubium vel dubia concordanda, quibus in sententia respondendum sit.
Le richieste e le risposte delle parti, oltre che nel libello introduttorio della lite, possono essere espresse o nella risposta alla citazione o in dichiarazioni fatte a voce avanti al giudice; ma nelle cause più difficili le parti devono essere convocate dal giudice per concordare il dubbio o i dubbi, a cui si dovrà rispondere nella sentenza.
Die Anträge und Erwiderungen der Parteien können, außer in der Klageschrift, entweder bei der Erwiderung auf die Ladung oder in mündlichen Erklärungen vor dem Richter zum Ausdruck gebracht werden; in schwierigeren Fällen sind jedoch vom Richter die Parteien gemeinsam zur Festlegung des Streitpunktes oder der Streitpunkte zu laden, auf die im Urteil Antwort zu geben ist.
cc. 1728, 1729 § 2.
DC art. 135, § 2
Partium petitiones responsionesque, praeterquam in libello causae introductorio, possunt vel in responsione ad citationem exprimi vel in declarationibus ore coram iudice factis (cf. can. 1513, §§ 1-2).
La contestazione della lite non richiede la presenza di fronte al giudice delle parti. Questa convocazione rimane una possibilità lasciata sempre alla discrezione del giudice, obbligatoria solo quando la causa in oggetto risulta alquanto difficile.
Nei rimanenti casi il giudice si avvarrà per la contestazione della lite delle risposte scritte (o delle mancate risposte scritte) delle parti richieste tramite la prima citazione giudiziale oppure delle risposte orali date nella comparizione spontanea (can. 1507, § 3).
Z. Grocholewski, «De periodo initiali seu instructoria processus in causis nullitatis matrimonii», Periodica de re canonica 85 (1996) 351-352.
In ordine cronologico
Communicationes 28 (2006) 137; 151; 11 (1979) 93.